Lotta alla povertà

Due dati rappresentano al meglio l’epoca che viviamo e cioè:
I dati del rapporto di Oxfam. L'Italia? Oltre il 30% degli occupati giovani guadagna oggi meno di 800 euro lordi al mese e 13% degli under29 versa in condizione di povertà lavorativa.

La ricchezza globale, in crescita tra giugno 2018 e giugno 2019, resta fortemente concentrata al vertice della piramide distributiva: l’1% più ricco, sotto il profilo patrimoniale, deteneva a metà 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone. Ribaltando la prospettiva, la quota di ricchezza della metà più povera dell’umanità – circa 3,8 miliardi di persone – non sfiorava nemmeno l’1%. Nel mondo 2.153 miliardari detenevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione globale. Il patrimonio delle 22 persone più facoltose era superiore alla ricchezza di tutte le donne africane. Se le distanze tra i livelli medi di ricchezza dei Paesi si assottigliano, la disuguaglianza di ricchezza cresce in molti Paesi. In Italia, il 10% più ricco possedeva oltre 6 volte la ricchezza del 50% più povero dei nostri connazionali. Una quota cresciuta in 20 anni del 7,6% a fronte di una riduzione del 36,6% di quella della metà più povera degli italiani.

In un mondo in cui il 46% di persone vive con meno di 5.50$ al giorno, restano forti le disparità nella distribuzione dei redditi, soprattutto per chi svolge un lavoro. Con un reddito medio da lavoro pari a 22$ al mese nel 2017, un lavoratore collocato nel 10% con retribuzioni più basse, avrebbe dovuto lavorare quasi tre secoli e mezzo per raggiungere la retribuzione annuale media di un lavoratore del top-10% globale. In Italia, la quota del reddito da lavoro del 10% dei lavoratori con retribuzioni più elevate (pari a quasi il 30% del reddito da lavoro totale) superava complessivamente quella della metà dei lavoratori italiani con retribuzioni più basse (25,82%).

DISUGUITALIA: NON UN PAESE PER GIOVANI
In Italia, i ricchi sono soprattutto figli dei ricchi e i poveri figli dei poveri: condizioni socio-economiche che si tramandano di generazione in generazione. L’edificio sociale ha un pavimento e soffitto “appiccicosi”: 1/3 dei figli di genitori più poveri, sotto il profilo patrimoniale, è destinato a rimanere fermo al piano più basso (quello in cui si colloca il 20% più povero della popolazione), mentre il 58% di quelli i cui genitori appartengono al 40% più ricco, manterrebbe una posizione apicale.

I giovani italiani che ambiscono a un lavoro di qualità devono fare oggi i conti con un mercato profondamente disuguale, caratterizzato, a fronte della ripresa dei livelli occupazionali dopo la crisi del 2008, dall’aumento della precarietà lavorativa e dalla vulnerabilità dei lavori più stabili. Oltre il 30% degli occupati giovani guadagna oggi meno di 800 euro lordi al mese. Il 13% degli under-29 italiani versa in condizione di povertà lavorativa. Un quadro d’insieme contraddistinto da

  1. carenze nell’orientamento,
  2. debolezze sistemiche nella transizione dalla scuola al mondo del lavoro,
  3. da un arretramento pluridecennale dei livelli retributivi medi per gli occupati più giovani,
  4. dalla sotto-occupazione giovanile,
  5. da un marcato scollamento tra la domanda e l’offerta di lavoro qualificato che costringe da anni tanti giovani laureati ad abbandonare il nostro Paese in assenza di posizioni lavorative qualificate e di prospettive di progressione di carriera.

Il grido di allarme di Oxfarm ITALIA gennaio 2020, è passato sotto silenzio, a causa dell’invasione del Covid 19, che ha definitivamente messo una pietra tombale al mondo del lavoro. Quello che avverrà, se e quando questa pandemia sarà debellata, è un nuovo medioevo del lavoro, fatto di tecnologie avanzate (Smart working, multidisciplinarietà) e di fame di posti di lavoro, a qualunque costo e di qualunque tipo.

In questa prospettiva dobbiamo essere pronti ad esserCi sul mercato del lavoro ed anticipare quali saranno le richieste datoriali, costruendo una piattaforma formativa (in aula e on line) sia universitaria e post universitaria, ma soprattutto un Piccolo Ateneo di Arti pratiche, perché abbiamo scommesso nella necessità di formare in modo pratico, di preparare concretamente le persone e metterle subito davanti a percorsi lavorativi quali (apprendistato, rapporto di lavoro) dove ognuno non sarà escluso, ove ognuno può trovare il Suo percorso lavorativo sia per se stesso ma soprattutto in funzione del mercato del lavoro. Ci sarà una banca dati lavoro dove domanda e offerta potranno incontrarsi, e magari piacersi. NOI SAREMO LI’ PER QUESTO. NESSUNO SARA’ MAI SOLO!

“I giovani italiani reclamano un futuro EQUO e SERENO e aspirano a lasciare un segno profondo nel cambiamento di questa società, meno distante dai problemi economico-sociali, ma più reattiva, dinamica, smart e digitale: abbiamo la responsabilità di ascoltare le loro richieste”.
Dott. Pierfrancesco Salerno
Presidente Articolo 4 Mai Soli (APS).

(fonte Oxfam gennaio 2020)