Le magie della Pubblica Amministrazione PNRR e assunzioni

L’emendamento al decreto Aiuti, insomma, servirebbe ad evitare fughe di personale altamente specializzato dai centri di attuazione del Pnrr (considerati di fondamentale importanza nella Pubblica amministrazione) verso altri impieghi pubblici magari meno qualificati, ma con la prospettiva di un posto fisso. […]”

Si tratterebbe in buona sostanza di una “sanatoria” omnia per trattenere, appunto,  i nostri migliori esperti. Comprendo le nobili finalità ma dubito molto che per “personalità eccellenti” abituati a lavorare nel privato e guadagnare da manager possano essere interessati ad un ruolo amministrativo nell’elefantiaco apparato burocratico della Pubblica Amministrazione. Leggiamo poi, che anche a livello di funzionari, diversi vincitori di concorso, non si presentano a prendere servizio per l’esiguità degli stipendi. Fatti due calcoli, tra affitto e vitto, rimane veramente poco per vivere. E allora? La P.A. non attrae più? Il mito del posto fisso non è più un imperativo categorico? L’argomento è delicato e si sviluppa sulle difficoltà oggettive della PA di evolversi digitalmente in un mondo che va velocissimo. Lo smart working  in piena pandemia, ci ha insegnato che solo quando siamo in difficoltà esce il meglio di noi, e purtroppo ritengo che i nuovi ritardi siano dovuti propri a questo. I contratti individuali sul lavoro agile partiranno da novembre 2022, ma ancora si sta dietro alla comprensione di termini quali “tempo di connessione” “tempo di disconnessione” “reperibilità” ed altro. Aspettiamo fiduciosi l’evolversi della situazione (Pierfrancesco Salerno)


Le magie della Pubblica Amministrazione PNRR e assunzioni

La si potrebbe definire una stabilizzazione preventiva. Una novità assoluta persino nel variegato mondo della Pubblica amministrazione. Funziona, semplificando, più o meno così: chi è assunto in un ministero con un contratto a termine legato al Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza, nel 2027 potrà vedersi trasformato il suo impiego a tempo indeterminato all’interno della stessa amministrazione con un semplice colloquio. Di fatto è come se già oggi fosse stato assunto con un contratto stabile. Senza la necessità di dover passare per le forche Caudine di un concorso. Ma questa scorciatoia in realtà non vale per tutti. Vale soltanto per chi è stato assunto ai sensi dell’articolo 7 comma uno del decreto legge 80 del 2021.

Tradotto, i fortunati beneficiari dell’emendamento approvato al decreto Aiuti-bis nel suo ultimo passaggio in Parlamento, e passato quasi inosservato, sono gli 800 super-esperti dei ministeri, impiegati soprattutto presso quello dell’Economia. Funzionari i cui contratti a termine sono legati all’attuazione dei progetti del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza.I loro incarichi, come aveva chiesto espressamente la Commissione europea nella complessa trattativa per concedere i fondi all’Italia, si sarebbero dovuti concludere con la fine del Recovery plan, ossia nel 2026.

I sindacati sono sul piede di guerra. Soprattutto perché non riescono a capire come mai questa stabilizzazione preventiva sia stata riservata soltanto ad una piccola parte dei precari del Pnrr e non a tutti. Per attuare i progetti europei in effetti, nei ranghi della Pubblica amministrazione sono entrati o entreranno tra 25 e 30 mila persone con contratti a termine. […]

Per Massimo Battaglia, segretario generale di Confsal-Unsa, «sarebbe necessario quantomeno garantire una parità di trattamento. Nel ministero della giustizia sono già entrati più di 8 mila addetti per l’Ufficio del processo, ragazzi assunti nell’ambito del Pnrr con contratti a termine per aiutare i giudici a smaltire l’enorme arretrato sia civile che penale. Non si capisce», prosegue Battaglia, «perché non è stata prevista una parità di trattamento anche per questi lavoratori».

Anche per Claudia Ratti, segretario generale di Confintesa Fp, «si tratta di un precedente che crea aspettative anche tra gli altri precari del Pnrr». Mentre per il segretario generale dello stesso sindacato, Giuseppe Prudenzano, si tratta di una scelta in vista di una «resistenza successiva». Ma in realtà, secondo quanto trapela dal governo, alla base della decisione ci sarebbero altre considerazioni. L’assunzione dei tecnici del Pnrr nei ministeri ha avuto un percorso assai travagliato. Non tutte le posizioni sono state immediatamente coperte. 

Non solo. Una parte di coloro che hanno vinto i concorsi per un posto a tempo nelle strutture tecniche dei ministeri per l’attuazione del Recovery Plan, hanno vinto anche altri concorsi pubblici per posizioni a tempo indeterminato. L’emendamento al decreto Aiuti, insomma, servirebbe ad evitare fughe di personale altamente specializzato dai centri di attuazione del Pnrr (considerati di fondamentale importanza nella Pubblica amministrazione) verso altri impieghi pubblici magari meno qualificati, ma con la prospettiva di un posto fisso. […]

Fonte : Le magie della Pubblica Amministrazione PNRR e assunzioni
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