Editoriale

EDITORIALE di Pierfrancesco Salerno

Dalla sentenza n. 202 del 5-28 luglio 2022 si legge che è INAMMISSIBILE estendere le tutele dell’assicurazione per gli infortuni sul lavoro, in ambito domestico, oltre che alle mura domestica anche al di fuori di essa ed a favore di familiari non conviventi. Evidentemente era troppo arduo il compito della Corte Costituzionale di estendere tale tutela assicurativo, con potenziali enormi incrementi di spesa per l’Erario (Inail) e soprattutto per le “possibili truffe” che potevano configurarsi in nuce.

Spesso, però,  anche dai giudizi di inammissibilità della Corte Costituzionale possiamo estrapolare dei principi cardini da far valere per le prossime generazioni. InfattiPurtuttavia, la doverosa attenzione e sensibilita’ ai  temi della solidarieta’ e  dell’aiuto  rispetto  a  posizioni  di  bisogno segnalati dalla ordinanza di rimessione interpellano questa Corte, in una diversa prospettiva di  valutazione,  ad  un  forte  richiamo  al legislatore, affinche’ la rete sociale sia rinsaldata  attraverso  la individuazione dei  piu’  idonei  strumenti  e  delle  piu’  adeguate modalita’ di fruizione delle prestazioni in esame.”

Ancora una volta è la Germania a venirci in aiuto con “L’esigenza  di  evitarne  un  utilizzo  in   frode   non consentirebbe l’estensione  incontrollata  della  misura  e  dovrebbe

suggerire,  ad  esempio,  un   obbligo   di   registrazione   per   i “caregivers”, quali fruitori di polizza, che operino per  persone  in situazione di comprovato bisogno, il tutto per  una  disciplina  gia’ nota a contesti stranieri (si pensi, in particolare, alla  esperienza tedesca, con la registrazione come “Pflegeperson”  o  persona  dedita alla cura del familiare o di altra persona – a sua volta  formalmente inquadrata come persona bisognosa di cosiddetto secondo livello – che opera presso la propria o altrui abitazione e  che  per  legge  viene assicurata contro gli infortuni durante tutte le  attivita’  di  cura svolte, ivi incluse quelle  domestiche,  senza  dover  versare  alcun contributo, paragrafo 19 dell’undicesimo Libro  del  Codice  Sociale, SGB XI).

(Pierfrancesco Salerno)

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