LEGGE 12 aprile 2022, n. 33 

Disposizioni in materia di iscrizione contemporanea a due corsi di istruzione superiore. (22G00041) (GU Serie Generale n.98 del 28-04-2022)

La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della  Repubblica  hanno

approvato;

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

                              Promulga

la seguente legge:

                               Art. 1

Facolta’ di  iscrizione  contemporanea  a  due  corsi  di  istruzione

                            universitaria

  1. Ciascuno  studente  puo’  iscriversi  contemporaneamente  a  due

diversi corsi di laurea, di laurea  magistrale  o  di  master,  anche

presso piu’ universita’, scuole o istituti superiori  ad  ordinamento

speciale.

  2. Non e’ consentita l’iscrizione  contemporanea  a  due  corsi  di

laurea o di laurea magistrale appartenenti alla  stessa  classe,  ne’

allo stesso corso di master, neanche presso due diverse  universita’,

scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale.

  3. E’ altresi’ consentita l’iscrizione contemporanea a un corso  di

laurea o di laurea magistrale e a un corso di master, di dottorato di

ricerca  o  di  specializzazione,   ad   eccezione   dei   corsi   di

specializzazione medica,  nonche’  l’iscrizione  contemporanea  a  un

corso  di  dottorato  di  ricerca  o  di  master  e  a  un  corso  di

specializzazione medica.

  4. L’iscrizione contemporanea di cui ai commi 1 e 3  e’  consentita

presso istituzioni italiane ovvero italiane ed estere.

  5.  Resta  fermo  l’obbligo  del  possesso  dei  titoli  di  studio

richiesti dall’ordinamento  per  l’iscrizione  ai  singoli  corsi  di

studio.

  6. Resta fermo quanto disposto dal regolamento di  cui  al  decreto

del Ministro dell’istruzione, dell’Universita’  e  della  ricerca  22

ottobre  2004,  n.  270,  in  materia   di   criteri   generali   per

l’ordinamento degli studi universitari e per la determinazione  della

tipologia dei titoli di studio rilasciati dalle universita’.

  7. Il secondo comma dell’articolo 142 del testo unico  delle  leggi

sull’istruzione superiore, di cui al regio-decreto 31 agosto 1933, n.

1592, e’ abrogato.

                                    N O T E

          Avvertenza:

              Il testo delle note qui  pubblicato  e’  stato  redatto

          dall’amministrazione  competente  in  materia,   ai   sensi

          dell’art. 10, comma 3, del testo unico  delle  disposizioni

          sulla  promulgazione  delle  leggi,   sull’emanazione   dei

          decreti   del   Presidente   della   Repubblica   e   sulle

          pubblicazioni   ufficiali   della   Repubblica    italiana,

          approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  28

          dicembre 1985, n. 1092,  al  solo  fine  di  facilitare  la

          lettura delle disposizioni di legge alle quali  e’  operato

          il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia  degli

          atti legislativi qui trascritti.

          Note all’art. 1:

              –   Il   decreto   del    Ministero    dell’istruzione,

          dell’Universita’ e della ricerca 22 ottobre 2004,  n.  270,

          (Modifiche  al  regolamento   recante   norme   concernenti

          l’autonomia didattica degli atenei, approvato  con  decreto

          del Ministro dell’universita’ e della ricerca scientifica e

          tecnologica 3 novembre  1999,  n.  509)  e’  pubblicato  in

          Gazzetta Ufficiale 12 novembre 2004, n. 266.

              – Si  riporta  il  secondo  comma  dell’art.  142   del

          regio-decreto 31 agosto 1933, n. 1592  (Testo  unico  delle

          leggi sull’istruzione superiore),  pubblicato  in  Gazzetta

          Ufficiale 7 dicembre 1933, S.O. n. 283:

                «Salvo il  disposto  dell’art.  39,  lettera  c),  e’

          vietata l’iscrizione contemporanea a diverse universita’  e

          a  diversi  istituti  d’istruzione  superiore,  a   diverse

          facolta’ o scuole della stessa universita’ o  dello  stesso

          istituto e a diversi corsi di laurea  o  di  diploma  della

          stessa facolta’ o scuola.»

Art. 2

Facolta’ di iscrizione contemporanea a due corsi di studio presso  le

  universita’  e  le  istituzioni  dell’alta  formazione   artistica,

  musicale e coreutica o presso le medesime istituzioni

  1. Ciascuno studente puo’ iscriversi contemporaneamente a due corsi

di  diploma  accademico  di  primo  o  di  secondo   livello   o   di

perfezionamento o master, anche  presso  piu’  istituzioni  dell’alta

formazione  artistica,  musicale   e   coreutica   (AFAM),   di   cui

all’articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n. 508.

  2. E’ consentita l’iscrizione contemporanea a un corso  di  diploma

accademico e a un corso di perfezionamento o master o di dottorato di

ricerca o di specializzazione, di cui all’articolo 2 della  legge  21

dicembre  1999,  n.  508.   E’   altresi’   consentita   l’iscrizione

contemporanea, presso le istituzioni dell’AFAM di cui al comma 1  del

presente  articolo,  a  un  corso  di  dottorato  di  ricerca  o   di

perfezionamento o master e a un corso di specializzazione, di cui  al

medesimo articolo 2 della legge n. 508 del 1999.

  3. L’iscrizione contemporanea di cui ai commi 1 e 2  e’  consentita

presso istituzioni italiane ovvero  italiane  ed  estere,  anche  per

corsi accreditati ai sensi dell’articolo 11 del regolamento di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212.  Resta

fermo  l’obbligo  del  possesso  dei  titoli  di   studio   richiesti

dall’ordinamento per l’iscrizione ai singoli corsi di studio.

  4. Non e’ consentita l’iscrizione contemporanea al  medesimo  corso

di studio presso due istituzioni dell’AFAM italiane  ovvero  italiane

ed estere.

  5. Resta fermo quanto disposto dal regolamento di  cui  al  decreto

del Presidente della Repubblica 8 luglio 2005, n. 212, in materia  di

definizione degli ordinamenti didattici delle istituzioni dell’AFAM.

  6. E’  consentita,  nel  limite  di  due  iscrizioni,  l’iscrizione

contemporanea a corsi di studio universitari  e  a  corsi  di  studio

presso le istituzioni dell’AFAM di cui al comma 1.

  7. Il comma 21 dell’articolo 29 della legge 30  dicembre  2010,  n.

240, e’ abrogato. Fino all’adozione del decreto di  cui  all’articolo

4, comma 3, della presente legge continuano  ad  applicarsi,  per  la

contemporanea iscrizione a corsi di studio universitari e a corsi  di

studio  presso  i  conservatori  di  musica,  gli  istituti  musicali

pareggiati e l’Accademia nazionale  di  danza,  le  disposizioni  del

decreto  del  Ministro  dell’istruzione,  dell’Universita’  e   della

ricerca 28 settembre 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.  25

del 31 gennaio 2012.

          Note all’art. 2:

              – Si riporta l’art. 2 della legge 21 dicembre 1999,  n.

          508, (Riforma delle Accademie di belle arti, dell’Accademia

          nazionale  di  danza,  dell’Accademia  nazionale  di   arte

          drammatica,  degli  Istituti  superiori  per  le  industrie

          artistiche, dei Conservatori di  musica  e  degli  Istituti

          musicali pareggiati), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 4

          gennaio 2000, n. 2:

                «Art.  2.   (Alta   formazione   e   specializzazione

          artistica e musicale). – 1. Le  Accademie  di  belle  arti,

          l’Accademia  nazionale  di  arte  drammatica  e  gli  ISIA,

          nonche’, con l’applicazione delle disposizioni  di  cui  al

          comma 2, i Conservatori di musica, l’Accademia nazionale di

          danza e gli  Istituti  musicali  pareggiati  costituiscono,

          nell’ambito  delle  istituzioni   di   alta   cultura   cui

          l’articolo 33 della Costituzione riconosce  il  diritto  di

          darsi ordinamenti autonomi, il sistema dell’alta formazione

          e  specializzazione  artistica  e  musicale.  Le   predette

          istituzioni sono disciplinate dalla presente  legge,  dalle

          norme in essa richiamate e dalle altre norme che  vi  fanno

          espresso riferimento.

                2. I Conservatori di musica, l’Accademia nazionale di

          danza e gli istituti musicali pareggiati  sono  trasformati

          in Istituti superiori di studi  musicali  e  coreutici,  ai

          sensi del presente articolo.

                3.  Il  Ministro  dell’universita’  e  della  ricerca

          scientifica e tecnologica  esercita,  nei  confronti  delle

          istituzioni   di   cui   all’articolo    1,    poteri    di

          programmazione, indirizzo e  coordinamento  sulla  base  di

          quanto previsto dal titolo I della legge 9 maggio 1989,  n.

          168, e nel rispetto dei principi di autonomia sanciti dalla

          presente legge.

                4. Le istituzioni di cui  all’articolo  1  sono  sedi

          primarie di  alta  formazione,  di  specializzazione  e  di

          ricerca  nel  settore  artistico  e  musicale  e   svolgono

          correlate  attivita’  di   produzione.   Sono   dotate   di

          personalita’ giuridica e godono  di  autonomia  statutaria,

          didattica,  scientifica,  amministrativa,   finanziaria   e

          contabile ai sensi del presente articolo, anche  in  deroga

          alle norme dell’ordinamento contabile dello Stato  e  degli

          enti  pubblici,  ma  comunque  nel  rispetto  dei  relativi

          principi.

                5. Le istituzioni di cui all’articolo 1  istituiscono

          e attivano corsi di formazione ai quali si  accede  con  il

          possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado,

          nonche’ corsi di perfezionamento e di specializzazione.  Le

          predette   istituzioni   rilasciano    specifici    diplomi

          accademici  di  primo  e  secondo   livello,   nonche’   di

          perfezionamento, di specializzazione e di  formazione  alla

          ricerca in campo artistico e musicale. Ai titoli rilasciati

          dalle  predette  istituzioni  si   applica   il   comma   5

          dell’articolo 9 della legge 19 novembre 1990, n.  341.  Con

          decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato

          su proposta del Ministro dell’universita’ e  della  ricerca

          scientifica e tecnologica, di concerto con il Ministro  per

          la funzione pubblica, previo parere del Consiglio nazionale

          per l’alta formazione artistica e musicale (CNAM),  di  cui

          all’articolo 3,  sono  dichiarate  le  equipollenze  tra  i

          titoli di studio rilasciati ai sensi della presente legge e

          i  titoli  di  studio  universitari   al   fine   esclusivo

          dell’ammissione ai pubblici  concorsi  per  l’accesso  alle

          qualifiche funzionali del pubblico impiego per le quali  ne

          e’ prescritto il possesso.

                6.  Il  rapporto  di  lavoro  del   personale   delle

          istituzioni   di   cui   all’articolo   1    e’    regolato

          contrattualmente  ai  sensi  del  decreto   legislativo   3

          febbraio  1993,  n.  29,  e  successive   modificazioni   e

          integrazioni, nell’ambito di apposito  comparto  articolato

          in due distinte aree di contrattazione, rispettivamente per

          il personale docente  e  non  docente.  Limitatamente  alla

          copertura dei posti in organico che si rendono  disponibili

          si  fa  ricorso   alle   graduatorie   nazionali   previste

          dall’articolo  270,  comma  1,  del   testo   unico   delle

          disposizioni legislative vigenti in materia di  istruzione,

          relative alle scuole di ogni ordine e grado, approvato  con

          decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, come modificato

          dall’articolo 3, comma 1, della legge  3  maggio  1999,  n.

          124, le quali, integrate in prima applicazione a norma  del

          citato articolo 3, comma 2, sono trasformate in graduatorie

          ad esaurimento. Per le esigenze didattiche derivanti  dalla

          presente legge cui non  si  possa  far  fronte  nell’ambito

          delle  dotazioni  organiche,  si  provvede   esclusivamente

          mediante l’attribuzione di  incarichi  di  insegnamento  di

          durata non superiore al quinquennio, rinnovabili, anche ove

          temporaneamente  conferiti  a   personale   incluso   nelle

          predette graduatorie nazionali. Dopo l’esaurimento di  tali

          graduatorie, gli incarichi di insegnamento sono  attribuiti

          con contratti  di  durata  non  superiore  al  quinquennio,

          rinnovabili. I predetti incarichi di insegnamento non  sono

          comunque conferibili al personale in servizio di ruolo.  Il

          personale  docente  e  non  docente,  in   servizio   nelle

          istituzioni di cui all’articolo 1 alla data di  entrata  in

          vigore della presente legge con rapporto di lavoro a  tempo

          indeterminato, e’ inquadrato presso  di  esse  in  appositi

          ruoli  ad  esaurimento,  mantenendo  le   funzioni   e   il

          trattamento  complessivo   in   godimento.   Salvo   quanto

          stabilito nel secondo e  nel  terzo  periodo  del  presente

          comma,  nei  predetti  ruoli  ad  esaurimento  e’  altresi’

          inquadrato  il   personale   inserito   nelle   graduatorie

          nazionali sopraindicate, anche se assunto dopo la  data  di

          entrata in vigore della presente legge.

                7. Con  uno  o  piu’  regolamenti  emanati  ai  sensi

          dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto  1988,  n.

          400, su proposta  del  Ministro  dell’universita’  e  della

          ricerca  scientifica  e  tecnologica  di  concerto  con  il

          Ministro della pubblica istruzione, sentiti il  CNAM  e  le

          competenti Commissioni parlamentari, le quali si  esprimono

          dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti per  legge,

          sono disciplinati:

                  a)  i  requisiti   di   qualificazione   didattica,

          scientifica e artistica delle istituzioni e dei docenti;

                  b) i requisiti di idoneita’ delle sedi;

                  c) le modalita’ di trasformazione di cui  al  comma

          2;

                  d) i possibili accorpamenti e fusioni,  nonche’  le

          modalita’ di convenzionamento con istituzioni scolastiche e

          universitarie e con altri soggetti pubblici e privati;

                  e) le procedure di reclutamento del personale;

                  f) i criteri generali per l’adozione degli  statuti

          di   autonomia    e    per    l’esercizio    dell’autonomia

          regolamentare;

                  g) le procedure, i tempi  e  le  modalita’  per  la

          programmazione, il riequilibrio e lo sviluppo  dell’offerta

          didattica nel settore;

                  h)  i  criteri   generali   per   l’istituzione   e

          l’attivazione  dei  corsi,  ivi  compresi  quelli  di   cui

          all’articolo 4, comma 3, per gli  ordinamenti  didattici  e

          per la programmazione degli accessi;

                  i) la valutazione dell’attivita’ delle  istituzioni

          di cui all’articolo 1.

                8. I regolamenti di cui al comma 7 sono emanati sulla

          base dei seguenti principi e criteri direttivi:

                  a) valorizzazione delle  specificita’  culturali  e

          tecniche dell’alta formazione artistica e musicale e  delle

          istituzioni del settore, nonche’  definizione  di  standard

          qualitativi riconosciuti in ambito internazionale;

                  b)  rapporto  tra  studenti  e   docenti,   nonche’

          dotazione di  strutture  e  infrastrutture,  adeguati  alle

          specifiche attivita’ formative;

                  c) programmazione dell’offerta formativa sulla base

          della  valutazione  degli  sbocchi  professionali  e  della

          considerazione  del  diverso  ruolo  della  formazione  del

          settore rispetto alla formazione tecnica superiore  di  cui

          all’articolo 69 della legge 17 maggio 1999,  n.  144,  e  a

          quella universitaria, prevedendo modalita’ e  strumenti  di

          raccordo tra i tre sistemi su base territoriale;

                  d)  previsione,   per   le   istituzioni   di   cui

          all’articolo 1, della facolta’ di attivare, fino alla  data

          di entrata in vigore di specifiche norme  di  riordino  del

          settore, corsi di formazione musicale o coreutica di  base,

          disciplinati in  modo  da  consentirne  la  frequenza  agli

          alunni iscritti alla scuola media e alla scuola  secondaria

          superiore;

                  e) possibilita’ di prevedere, contestualmente  alla

          riorganizzazione delle strutture e dei corsi  esistenti  e,

          comunque, senza maggiori oneri per il bilancio dello Stato,

          una graduale statizzazione,  su  richiesta,  degli  attuali

          Istituti musicali pareggiati e  delle  Accademie  di  belle

          arti legalmente riconosciute, nonche’ istituzione di  nuovi

          musei e  riordino  di  musei  esistenti,  di  collezioni  e

          biblioteche, ivi comprese quelle  musicali,  degli  archivi

          sonori, nonche’ delle strutture necessarie alla  ricerca  e

          alle  produzioni  artistiche.  Nell’ambito  della  graduale

          statizzazione  si  terra’   conto,   in   particolare   nei

          capoluoghi    sprovvisti    di     istituzioni     statali,

          dell’esistenza  di  Istituti  non  statali  e  di  Istituti

          pareggiati o  legalmente  riconosciuti  che  abbiano  fatto

          domanda, rispettivamente, per il pareggiamento o il  legale

          riconoscimento, ovvero per la statizzazione, possedendone i

          requisiti alla data di entrata  in  vigore  della  presente

          legge;

                  f) definizione di un sistema di  crediti  didattici

          finalizzati al riconoscimento reciproco dei corsi  e  delle

          altre attivita’ didattiche seguite dagli studenti,  nonche’

          al riconoscimento parziale o totale degli studi  effettuati

          qualora  lo  studente  intenda  proseguirli   nel   sistema

          universitario o della formazione tecnica superiore  di  cui

          all’articolo 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144;

                  g) facolta’ di convenzionamento, nei  limiti  delle

          risorse attribuite a ciascuna istituzione, con  istituzioni

          scolastiche per realizzare percorsi integrati di istruzione

          e di formazione musicale o  coreutica  anche  ai  fini  del

          conseguimento  del   diploma   di   istruzione   secondaria

          superiore  o  del  proseguimento  negli  studi  di  livello

          superiore;

                  h) facolta’ di convenzionamento, nei  limiti  delle

          risorse attribuite a ciascuna istituzione, con  istituzioni

          universitarie per lo  svolgimento  di  attivita’  formative

          finalizzate al rilascio di  titoli  universitari  da  parte

          degli  atenei  e  di  diplomi  accademici  da  parte  delle

          istituzioni di cui all’articolo 1;

                  i)  facolta’  di  costituire,  sulla   base   della

          contiguita’ territoriale, nonche’ della complementarieta’ e

          integrazione  dell’offerta  formativa,  Politecnici   delle

          arti, nei quali possono confluire  le  istituzioni  di  cui

          all’articolo 1  nonche’  strutture  delle  universita’.  Ai

          Politecnici delle arti si  applicano  le  disposizioni  del

          presente articolo;

                  l) verifica periodica, anche  mediante  l’attivita’

          dell’Osservatorio   per   la   valutazione   del    sistema

          universitario,  del   mantenimento   da   parte   di   ogni

          istituzione degli standard e dei requisiti  prescritti;  in

          caso di non mantenimento da parte di  istituzioni  statali,

          con decreto del Ministro dell’universita’ e  della  ricerca

          scientifica e tecnologica le  stesse  sono  trasformate  in

          sedi distaccate di altre istituzioni e, in  caso  di  gravi

          carenze strutturali e formative, soppresse; in caso di  non

          mantenimento  da  parte   di   istituzioni   pareggiate   o

          legalmente   riconosciute,   il    pareggiamento    o    il

          riconoscimento  e’  revocato  con  decreto   del   Ministro

          dell’universita’ e della ricerca scientifica e tecnologica.

                9. Con effetto dalla data di entrata in vigore  delle

          norme regolamentari di cui al  comma  7  sono  abrogate  le

          disposizioni  vigenti  incompatibili  con  esse  e  con  la

          presente  legge,  la  cui  ricognizione  e’   affidata   ai

          regolamenti stessi.

              – Si riporta l’articolo 11 del decreto  del  Presidente

          della  Repubblica  8  luglio  2005,  n.  212,  (Regolamento

          recante disciplina per  la  definizione  degli  ordinamenti

          didattici delle Istituzioni di alta  formazione  artistica,

          musicale e coreutica, a norma dell’articolo 2  della  legge

          21 dicembre 1999, n. 508), pubblicato in Gazzetta Ufficiale

          18 ottobre 2005, n. 243:

                «Art.  11.  (Istituzioni  non  statali).  –  1.  Fino

          all’entrata in vigore del  regolamento  che  disciplina  le

          procedure, i tempi e le modalita’ per la programmazione, il

          riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta didattica, ai sensi

          dell’articolo  2,  comma  7,  lettera  g),   della   legge,

          l’autorizzazione a rilasciare i titoli di  Alta  formazione

          artistica, musicale e coreutica puo’ essere conferita,  con

          decreto  del  Ministro,  a  istituzioni  non  statali  gia’

          esistenti alla data di entrata in  vigore  della  legge.  A

          tale  fine,  le  istituzioni  interessate  presentano   una

          relazione tecnica corredata dalla documentazione attestante

          la conformita’  dell’ordinamento  didattico  adottato  alle

          disposizioni vigenti per le istituzioni statali, nonche’ la

          disponibilita’ di idonee strutture e  di  adeguate  risorse

          finanziarie e di personale.

                2. L’autorizzazione e’ concessa, su parere del  CNAM,

          in ordine alla conformita’  dell’ordinamento  didattico,  e

          del Comitato, in ordine all’adeguatezza delle  strutture  e

          del personale alla tipologia dei corsi da attivare. A  tale

          fine il Comitato e’ integrato con esperti del settore  fino

          ad un massimo di cinque, nominati con decreto del Ministro,

          tenuto  conto  delle  diverse  tipologie  formative   delle

          istituzioni   ricomprese   nel    sistema,    nei    limiti

          dell’apposito  stanziamento  di  bilancio,  come   previsto

          dall’articolo 1, comma 88, della legge 23 dicembre 1996, n.

          662.

                3. Per gli insegnamenti nei corsi di studio  attivati

          e le altre attivita’ formative sono  richiesti  i  medesimi

          requisiti  vigenti  per  le  istituzioni  statali.  4.   Le

          istituzioni autorizzate devono garantire il rispetto  della

          normativa in materia di diritto allo studio degli  studenti

          iscritti. 5.  Le  disposizioni  del  presente  articolo  si

          applicano anche alle Accademie gia’ abilitate a  rilasciare

          titoli secondo il previgente ordinamento didattico.»

              – Il decreto del Presidente della Repubblica  8  luglio

          2005,  n.  212,  (Regolamento  recante  disciplina  per  la

          definizione degli ordinamenti didattici  delle  istituzioni

          di alta formazione artistica, musicale e coreutica, a norma

          dell’articolo 2 della legge 21 dicembre 1999, n.  508),  e’

          pubblicato in Gazzetta Ufficiale 18 ottobre 2005, n. 243.

              – Si riporta il comma 21 dell’articolo 29  della  legge

          30  dicembre  2010,   n.   240   (Norme   in   materia   di

          organizzazione delle universita’, di personale accademico e

          reclutamento, nonche’ delega al Governo per incentivare  la

          qualita’  e  l’efficienza   del   sistema   universitario),

          pubblicata in Gazzetta Ufficiale 14 gennaio  2011,  n.  10,

          S.O. n. 11:

                «21. Con  decreto  del  Ministro,  da  emanare  entro

          centottanta giorni dalla data di entrata  in  vigore  della

          presente legge, previo  parere  del  CUN  e  del  Consiglio

          nazionale  per  l’alta  formazione  artistica  e   musicale

          (CNAM), sono disciplinate le  modalita’  organizzative  per

          consentire agli  studenti  la  contemporanea  iscrizione  a

          corsi di studio universitari e a corsi di  studi  presso  i

          conservatori di musica, gli istituti musicali pareggiati  e

          l’Accademia nazionale di danza.»

              –   Il   decreto    del    Ministro    dell’istruzione,

          dell’universita’ e della ricerca 28 settembre  2011,  reca:

          «Disciplina delle modalita’  organizzative  per  consentire

          agli studenti la contemporanea iscrizione a corsi di studio

          presso le Universita’ e presso gli  Istituti  superiori  di

          studi musicali e coreutici.»

Art. 3

                         Diritto allo studio

  1. Lo studente che si iscrive contemporaneamente  a  due  corsi  di

studio ai sensi degli articoli  1  e  2  beneficia,  alle  condizioni

previste dalla normativa vigente, degli strumenti  e  dei  servizi  a

sostegno del diritto allo studio  per  una  sola  iscrizione,  eletta

dallo studente medesimo, fermo restando l’esonero, totale o parziale,

dal versamento del contributo onnicomprensivo annuale, che si applica

a entrambe le iscrizioni, in presenza dei requisiti previsti.

  2. Le universita’ e le istituzioni dell’AFAM  redigono  annualmente

un programma  per  favorire  e  promuovere  la  partecipazione  degli

studenti lavoratori ai corsi di studio  e  alle  attivita’  formative

successive al conseguimento del titolo.

Art. 4

Modalita’ e criteri per consentire la doppia iscrizione contemporanea

  1. Con decreto del Ministro dell’Universita’ e  della  ricerca,  da

adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della

presente legge, previo parere  della  Conferenza  dei  rettori  delle

universita’ italiane, del Consiglio  universitario  nazionale  e  del

Consiglio nazionale degli studenti universitari, sono disciplinate le

modalita’ per facilitare agli studenti la contemporanea iscrizione di

cui all’articolo 1,  con  particolare  attenzione  per  i  corsi  che

richiedono   la   frequenza   obbligatoria,   e   per   favorire   il

conseguimento,  sulla  base  di  apposite  convenzioni,  presso   due

universita’, scuole o istituti superiori ad ordinamento speciale,  di

cui  almeno  un’istituzione  italiana,  di  titoli  finali  doppi   o

congiunti. Con il decreto  di  cui  al  presente  comma,  sentito  il

Ministro dell’istruzione per le parti di  competenza,  sono  altresi’

stabilite le modalita’ di adeguamento del fascicolo elettronico dello

studente, di cui all’articolo  10,  comma  1,  del  decreto-legge  18

ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17

dicembre  2012,  n.  221,  nonche’  modalita’  di  raccordo  con   il

curriculum dello studente, di cui all’articolo  1,  comma  28,  della

legge 13 luglio 2015, n. 107, prevedendo l’accesso tramite il sistema

pubblico per la  gestione  dell’identita’  digitale  di  cittadini  e

imprese (SPID), la carta nazionale dei servizi o la carta d’identita’

elettronica, come previsto dall’articolo 64, commi 2-quater, 2-nonies

e 3-bis, del codice dell’amministrazione digitale, di cui al  decreto

legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

  2. Con decreto del Ministro dell’universita’ e  della  ricerca,  da

adottare, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge  23  agosto

1988, n. 400, entro sessanta giorni dalla data di entrata  in  vigore

della presente legge,  sono  stabiliti,  ferma  restando  l’autonomia

delle  universita’,  i  criteri  in  base  ai  quali  e’   consentita

l’iscrizione contemporanea a due corsi  universitari  con  accesso  a

numero programmato a livello nazionale.

  3. Con decreto del Ministro dell’universita’ e  della  ricerca,  da

adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore  della

presente legge, previo parere del Consiglio universitario  nazionale,

del Consiglio nazionale degli studenti universitari e  del  Consiglio

nazionale  per  l’alta  formazione   artistica   e   musicale,   sono

disciplinate  le  modalita’   per   facilitare   agli   studenti   la

contemporanea iscrizione di cui all’articolo  2  e  per  favorire  il

conseguimento di titoli finali doppi o congiunti, all’esito di  corsi

di studio integrati istituiti, sulla base di apposite convenzioni, da

due istituzioni dell’AFAM o da universita’ e  istituzioni  dell’AFAM,

di cui almeno una italiana. La disposizione di cui al presente  comma

si applica anche ai corsi accreditati ai sensi dell’articolo  11  del

regolamento di cui al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  8

luglio 2005, n. 212.

          Note all’art. 4:

              –  Si  riporta  il  comma  1   dell’articolo   10   del

          decreto-legge 18 ottobre  2012,  n.  179,  convertito,  con

          modificazioni,  dalla  legge  17  dicembre  2012,  n.   221

          (Ulteriori misure  urgenti  per  la  crescita  del  Paese),

          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18  dicembre  2012,  n.

          294, S.O. n. 208.

                «Art. 10. (Anagrafe nazionale degli studenti e  altre

          misure in materia scolastica). – 1. Al fine  di  accelerare

          il processo di automazione amministrativa  e  migliorare  i

          servizi per gli studenti, riducendone i costi connessi,  le

          universita’ statali e non statali legalmente  riconosciute,

          a decorrere dall’anno accademico  2013-2014,  costituiscono

          il fascicolo elettronico dello studente, che contiene tutti

          i documenti, gli atti e i dati inerenti la  carriera  dello

          studente, compresi  i  periodi  di  studio  all’estero  per

          mobilita’,  e  che  alimentano  il  diploma  supplement,  a

          partire dall’immatricolazione o  dall’avvio  di  una  nuova

          carriera fino al conseguimento del titolo.»

              – Si riporta il comma 28 dell’articolo 1 della legge 13

          luglio 2015, n.  107  (Riforma  del  sistema  nazionale  di

          istruzione e formazione e  delega  per  il  riordino  delle

          disposizioni   legislative   vigenti),   pubblicata   nella

          Gazzetta Ufficiale 15 luglio 2015, n. 162:

              «28. Le scuole secondarie di secondo grado  introducono

          insegnamenti opzionali nel secondo  biennio  e  nell’ultimo

          anno anche utilizzando la quota di autonomia e gli spazi di

          flessibilita’.  Tali  insegnamenti,  attivati   nell’ambito

          delle  risorse  finanziarie  disponibili   a   legislazione

          vigente e dei posti di  organico  dell’autonomia  assegnati

          sulla base dei piani triennali dell’offerta formativa, sono

          parte del percorso  dello  studente  e  sono  inseriti  nel

          curriculum dello studente,  che  ne  individua  il  profilo

          associandolo a un’identita’ digitale e  raccoglie  tutti  i

          dati utili anche ai fini dell’orientamento  e  dell’accesso

          al mondo del lavoro, relativi al percorso degli studi, alle

          competenze   acquisite,   alle   eventuali   scelte   degli

          insegnamenti opzionali, alle esperienze formative anche  in

          alternanza  scuola-lavoro  e  alle   attivita’   culturali,

          artistiche,   di   pratiche   musicali,   sportive   e   di

          volontariato, svolte in ambito extrascolastico. Con decreto

          del  Ministro  dell’istruzione,  dell’universita’  e  della

          ricerca, da adottare, ai sensi dell’articolo 17,  comma  3,

          della legge 23  agosto  1988,  n.  400,  entro  centottanta

          giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  presente

          legge, sentito  il  Garante  per  la  protezione  dei  dati

          personali, sono disciplinate le modalita’ di individuazione

          del profilo dello studente  da  associare  ad  un’identita’

          digitale, le modalita’ di trattamento  dei  dati  personali

          contenuti  nel  curriculum  dello  studente  da  parte   di

          ciascuna   istituzione   scolastica,   le   modalita’    di

          trasmissione al Ministero dell’istruzione, dell’universita’

          e della ricerca dei  suddetti  dati  ai  fini  di  renderli

          accessibili nel Portale unico di cui al comma 136,  nonche’

          i criteri e le modalita’ per la  mappatura  del  curriculum

          dello studente ai fni  di  una  trasparente  lettura  della

          progettazione e della valutazione per competenze.»

              – Si riportano  i  commi  2-quater,  2-nonies  e  3-bis

          dell’articolo 64, del decreto legislativo 7 marzo 2005,  n.

          82 (Codice dell’amministrazione digitale), pubblicato nella

          Gazzetta Ufficiale 16 maggio 2005, n. 112, S.O. 93:

                «Art. 64. Sistema  pubblico  per  la  gestione  delle

          identita’  digitali  e  modalita’  di  accesso  ai  servizi

          erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni.

              (Omissis.)

              2-quater. L’accesso ai servizi in  rete  erogati  dalle

          pubbliche amministrazioni  che  richiedono  identificazione

          informatica avviene tramite SPID, nonche’ tramite la  carta

          di identita’ elettronica. Il sistema SPID e’ adottato dalle

          pubbliche amministrazioni nei tempi e secondo le  modalita’

          definiti con il decreto di cui  al  comma  2-sexies.  Resta

          fermo quanto previsto dall’articolo 3-bis, comma 1.

              (Omissis.)

              2-nonies. L’accesso  di  cui  al  comma  2-quater  puo’

          avvenire anche con la carta nazionale dei servizi.

              (Omissis.)

              3-bis. Con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei

          ministri  o  del  Ministro  per  la  semplificazione  e  la

          pubblica amministrazione, e’ stabilita’ la data a decorrere

          dalla quale i soggetti di  cui  all’articolo  2,  comma  2,

          lettere b) e c),  utilizzano  esclusivamente  le  identita’

          digitali ai  fini  dell’identificazione  degli  utenti  dei

          propri servizi on-line. Fatto  salvo  quanto  previsto  dal

          comma  2-nonies,  a  decorrere  dal  28  febbraio  2021,  i

          soggetti di  cui  all’articolo  2,  comma  2,  lettera  a),

          utilizzano esclusivamente le identita’ digitali e la  carta

          di identita’ elettronica ai fini  dell’identificazione  dei

          cittadini  che  accedono  ai  propri  servizi  online.  Con

          decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  o  del

          Ministro  delegato  per  l’innovazione  tecnologica  e   la

          digitalizzazione e’ stabilita la  data  a  decorrere  dalla

          quale i soggetti di cui all’articolo 2,  comma  2,  lettera

          a), utilizzano esclusivamente  le  identita’  digitali  per

          consentire l’accesso delle imprese e dei professionisti  ai

          propri servizi on-line.»

              – Si riporta il comma 3 dell’articolo 17 della legge 23

          agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e

          ordinamento della Presidenza del Consiglio  dei  Ministri),

          pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 settembre  1988,  n.

          214, S.O. n. 86:

                «3. Con decreto ministeriale possono essere  adottati

          regolamenti nelle materie di competenza del Ministro  o  di

          autorita’  sottordinate  al  Ministro,  quando   la   legge

          espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per

          materie di competenza  di  piu’  Ministri,  possono  essere

          adottati con decreti interministeriali, ferma  restando  la

          necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.

          I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono

          dettare norme contrarie a quelle  dei  regolamenti  emanati

          dal Governo. Essi debbono essere comunicati  al  Presidente

          del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.»

              – Si riporta l’articolo 11 del decreto  del  Presidente

          della  Repubblica  8  luglio  2005,  n.  212,  (Regolamento

          recante disciplina per  la  definizione  degli  ordinamenti

          didattici delle Istituzioni di alta  formazione  artistica,

          musicale e coreutica, a norma dell’articolo 2  della  legge

          21 dicembre 1999, n. 508), pubblicato in Gazzetta Ufficiale

          18 ottobre 2005, n. 243:

                «Art.  11.  (Istituzioni  non  statali).-   1.   Fino

          all’entrata in vigore del  regolamento  che  disciplina  le

          procedure, i tempi e le modalita’ per la programmazione, il

          riequilibrio e lo sviluppo dell’offerta didattica, ai sensi

          dell’articolo  2,  comma  7,  lettera  g),   della   legge,

          l’autorizzazione a rilasciare i titoli di  Alta  formazione

          artistica, musicale e coreutica puo’ essere conferita,  con

          decreto  del  Ministro,  a  istituzioni  non  statali  gia’

          esistenti alla data di entrata in  vigore  della  legge.  A

          tale  fine,  le  istituzioni  interessate  presentano   una

          relazione tecnica corredata dalla documentazione attestante

          la conformita’  dell’ordinamento  didattico  adottato  alle

          disposizioni vigenti per le istituzioni statali, nonche’ la

          disponibilita’ di idonee strutture e  di  adeguate  risorse

          finanziarie e di personale.

                2. L’autorizzazione e’ concessa, su parere del  CNAM,

          in ordine alla conformita’  dell’ordinamento  didattico,  e

          del Comitato, in ordine all’adeguatezza delle  strutture  e

          del personale alla tipologia dei corsi da attivare. A  tale

          fine il Comitato e’ integrato con esperti del settore  fino

          ad un massimo di cinque, nominati con decreto del Ministro,

          tenuto  conto  delle  diverse  tipologie  formative   delle

          istituzioni   ricomprese   nel    sistema,    nei    limiti

          dell’apposito  stanziamento  di  bilancio,  come   previsto

          dall’articolo 1, comma 88, della legge 23 dicembre 1996, n.

          662.

                3. Per gli insegnamenti nei corsi di studio  attivati

          e le altre attivita’ formative sono  richiesti  i  medesimi

          requisiti vigenti per le istituzioni statali.

                4. Le istituzioni  autorizzate  devono  garantire  il

          rispetto della normativa in materia di diritto allo  studio

          degli studenti iscritti.

                5. Le disposizioni del presente articolo si applicano

          anche alle Accademie gia’  abilitate  a  rilasciare  titoli

          secondo il previgente ordinamento didattico.»

Art. 5

         Monitoraggio e valutazione dell’impatto della legge

  1. Entro quattro mesi dalla conclusione del terzo  anno  accademico

successivo a quello in corso alla data di  entrata  in  vigore  della

presente legge, il Ministro dell’Universita’ e della ricerca presenta

alle Camere una relazione sullo stato di  attuazione  della  presente

legge e una valutazione dell’impatto della medesima, anche sulla base

dei  rapporti  che  le  universita’  e   le   istituzioni   dell’AFAM

trasmettono  annualmente  al  Ministero  dell’universita’   e   della

ricerca.

Art. 6

                 Clausola di invarianza finanziaria

  1. Dall’attuazione della presente legge non devono derivare nuovi o

maggiori oneri a carico della finanza  pubblica.  Le  amministrazioni

interessate provvedono  ai  relativi  adempimenti  nell’ambito  delle

risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili  a  legislazione

vigente.

  La presente legge, munita del sigillo dello Stato,  sara’  inserita

nella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblica

italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla

osservare come legge dello Stato.

    Data a Roma, addi’ 12 aprile 2022

                             MATTARELLA

                                  Draghi,  Presidente  del  Consiglio

                                  dei ministri Visto, il Guardasigilli: Cartabia