Smart working, elenco delle patologie croniche che consentono la modalità agile fino al 28 febbraio

È firmato dai Ministri della Salute Speranza, del lavoro e delle politiche sociali Orlando e per la pubblica amministrazione Brunetta il decreto 4 febbraio 2022 recante “Individuazione delle patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità, in presenza delle quali, fino al 28 febbraio 2022, la prestazione lavorativa è normalmente svolta in modalità agile”.

Il decreto, che è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 35 dell’11/02/2022, si riferisce ai lavoratori pubblici e privati in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico-legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, inclusi i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità, per i quali è prevista la possibilità di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto.

Il provvedimento interministeriale individua le suddette patologie indipendentemente dallo stato vaccinale e anche in caso di esenzione dalla vaccinazione per motivi sanitari.

L’esistenza delle patologie in questione deve essere certificata dal medico di medicina generale del lavoratore.

di Lara La Gatta

Fonte : Smart working, elenco delle patologie croniche che consentono la modalità agile fino al 28 febbraio
Tecnica della Scuola

DECRETO 4 febbraio 2022 

IL MINISTRO DELLA SALUTE

                           di concerto con

                       IL MINISTRO DEL LAVORO

                      E DELLE POLITICHE SOCIALI

                                  e

                             IL MINISTRO

                   PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

  Visto l’art. 32 della Costituzione;

  Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, recante  «Istituzione  del

servizio sanitario nazionale»;

  Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,  in

materia di conferimento di funzioni e  compiti  amministrativi  dello

Stato alle regioni e agli enti locali;

  Visto l’art. 47-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,

che attribuisce al Ministero della salute le funzioni spettanti  allo

Stato in materia di tutela della salute;

  Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

  Vista la dichiarazione dell’Organizzazione mondiale  della  sanita’

dell’11 marzo 2020, con la quale  l’epidemia  da  COVID-19  e’  stata

valutata  come  «pandemia»   in   considerazione   dei   livelli   di

diffusivita’ e gravita’ raggiunti a livello globale;

  Visto il decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221,  recante  «Proroga

dello  stato  di  emergenza  nazionale  e  ulteriori  misure  per  il

contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19»,  pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 24 dicembre  2021,

n. 305, e, in particolare, l’art. 1, comma 1, ai sensi del quale: «In

considerazione del rischio  sanitario  connesso  al  protrarsi  della

diffusione degli agenti virali da COVID-19,  lo  stato  di  emergenza

dichiarato con  deliberazione  del  Consiglio  dei  ministri  del  31

gennaio 2020, e’ ulteriormente prorogato fino al 31 marzo 2022»;

  Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, concernente  «Legge  quadro

per l’assistenza, l’integrazione sociale e i  diritti  delle  persone

handicappate»;

  Visto  il  decreto  del  Ministero  della  salute  12  marzo  2021,

concernente «Approvazione del Piano strategico nazionale dei  vaccini

per la prevenzione  delle  infezioni  da  SARS-CoV-2  costituito  dal

documento  recante  “Elementi   di   preparazione   della   strategia

vaccinale”, di cui al decreto 2 gennaio 2021  nonche’  dal  documento

recante  “Raccomandazioni  ad  interim  sui   gruppi   target   della

vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19″ del 10 marzo 2021», pubblicato

nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale –

n. 72 del 24 marzo 2021;

  Visto l’art. 26, commi 2 e 2-bis, del decreto-legge 17 marzo  2020,

n. 18, concernente «Misure di potenziamento  del  Servizio  sanitario

nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e  imprese

connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19»,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, che stabilisce  che

i  lavoratori  dipendenti  pubblici  e   privati   in   possesso   di

certificazione  rilasciata  dai  competenti   organi   medico-legali,

attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o

da esiti da patologie oncologiche o  dallo  svolgimento  di  relative

terapie  salvavita,  ivi  inclusi  i  lavoratori  in   possesso   del

riconoscimento di disabilita’ con connotazione di gravita’  ai  sensi

dell’art. 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.  104,  svolgono

di  norma  la  prestazione  lavorativa  in  modalita’  agile,   anche

attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella  medesima

categoria o  area  di  inquadramento,  come  definite  dai  contratti

collettivi vigenti, o  lo  svolgimento  di  specifiche  attivita’  di

formazione professionale anche da remoto;

  Vista, la circolare  della  Direzione  generale  della  prevenzione

sanitaria del Ministero della salute n. 41416 del 14 settembre 2021;

  Vista, la circolare  della  Direzione  generale  della  prevenzione

sanitaria del Ministero della salute n. 45886 dell’8 ottobre 2021;

  Visto, l’art. 17, comma 1, del decreto-legge 24 dicembre  2021,  n.

221, che proroga, fino alla data di adozione del decreto  di  cui  al

medesimo art. 17, comma 2, e comunque non oltre il 28 febbraio  2022,

le  disposizioni  di  cui  al  citato  art.  26,  comma  2-bis,   del

decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;

  Visto il comma 2 del citato art. 17, del decreto-legge 24  dicembre

2021, n. 221, che stabilisce  che  con  decreto  del  Ministro  della

salute, di concerto con i  Ministri  del  lavoro  e  delle  politiche

sociali e  per  la  pubblica  amministrazione,  sono  individuate  le

patologie croniche con scarso  compenso  clinico  e  con  particolare

connotazione di  gravita’,  in  presenza  delle  quali,  fino  al  28

febbraio 2022,  la  prestazione  lavorativa  e’  normalmente  svolta,

secondo  la  disciplina  definita  nei  contratti   collettivi,   ove

presente, in modalita’ agile, anche attraverso l’adibizione a diversa

mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento,

come definite  dai  contratti  vigenti,  e  specifiche  attivita’  di

formazione professionale sono svolte da remoto;

  Ritenuto necessario garantire la tutela della  salute  di  tutti  i

lavoratori  anche  in  relazione   all’andamento   della   situazione

epidemiologica;

  Ritenuto necessario individuare le patologie  croniche  con  scarso

compenso clinico e  con  particolare  connotazione  di  gravita’,  in

presenza delle quali,  fino  al  28  febbraio  2022,  la  prestazione

lavorativa e’ normalmente svolta, secondo la disciplina definita  nei

contratti  collettivi,  ove  presente,  in  modalita’  agile,   anche

attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella  medesima

categoria o  area  di  inquadramento,  come  definite  dai  contratti

vigenti, e specifiche  attivita’  di  formazione  professionale  sono

svolte da remoto;

  Tenuto conto della attuale disponibilita’ di vaccini anti COVID-19;

  Acquisito il parere del Consiglio superiore di sanita’ reso in data

2 febbraio 2022;

  Vista la nota della Direzione generale della prevenzione  sanitaria

n. 9048 del 3 febbraio 2022;

                              Decreta:

                               Art. 1

  1. Per quanto in premessa, ai fini dell’applicazione dell’art.  17,

comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, con il  presente

provvedimento sono individuate le seguenti patologie e condizioni:

    a) indipendentemente dallo stato vaccinale:

      a.1)  pazienti  con  marcata  compromissione   della   risposta

immunitaria:

        trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;

        trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro due anni

dal  trapianto  o  in  terapia  immunosoppressiva  per  malattia  del

trapianto contro l’ospite cronica);

        attesa di trapianto d’organo;

        terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico

Antigenico (cellule CAR-T);

        patologia oncologica o onco-ematologica  in  trattamento  con

farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o  a  meno  di  sei  mesi

dalla sospensione delle cure;

        immunodeficienze  primitive  (es.   sindrome   di   DiGeorge,

sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);

        immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico  (es:

terapia  corticosteroidea  ad  alto  dosaggio  protratta  nel  tempo,

farmaci immunosoppressori, farmaci biologici  con  rilevante  impatto

sulla funzionalita’ del sistema immunitario etc.);

        dialisi e insufficienza renale cronica grave;

        pregressa splenectomia;

        sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con  conta  dei

linfociti T CD4+ < 200cellule/µl o sulla base di giudizio clinico;

      a.2)  pazienti  che  presentino  tre  o  piu’  delle   seguenti

condizioni patologiche:

        cardiopatia ischemica;

        fibrillazione atriale;

        scompenso cardiaco;

        ictus;

        diabete mellito;

        bronco-pneumopatia ostruttiva cronica;

        epatite cronica;

        obesita’;

    b) la contemporanea presenza di esenzione alla  vaccinazione  per

motivi sanitari e almeno una delle seguenti condizioni:

      eta’ >60 anni;

      condizioni  di  cui  all’allegato  2  della   circolare   della

Direzione generale della prevenzione sanitaria  del  Ministero  della

salute n. 45886 dell’8 ottobre 2021 citata in premessa.

  2. Ai fini del presente  decreto,  l’esistenza  delle  patologie  e

condizioni di cui al precedente comma e’ certificata  dal  medico  di

medicina generale del lavoratore.

  Il presente provvedimento e’  trasmesso  ai  competenti  organi  di

controllo per la registrazione e pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale

della Repubblica italiana.

    Roma, 4 febbraio 2022

                      Il Ministro della salute

                              Speranza

                       Il Ministro del lavoro

                      e delle politiche sociali

                               Orlando

                             Il Ministro

                   per la pubblica amministrazione

                              Brunetta

Registrato alla Corte dei conti il 9 febbraio 2022

Ufficio di controllo sugli atti del  Ministero  del  lavoro  e  delle

politiche  sociali,  del  Ministero  dell’istruzione,  del  Ministero

dell’universita’ e della ricerca, del Ministero  della  cultura,  del

Ministero della salute, registrazione n. 260