Mutatis Mutandis

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

COMUNICATO  

Annuncio di una richiesta di referendum abrogativo (22A00301) (GU Serie Generale n.11 del 15-01-2022)

Ai sensi degli articoli 7 e 27 della legge 25 maggio 1970,  n.

352, si  annuncia  che  la  cancelleria  della  Corte   suprema   di

cassazione, in data 14 gennaio 2022, ha raccolto a verbale e dato

atto della dichiarazione resa da 19 cittadini italiani, muniti dei

certificati comprovanti la loro iscrizione nelle liste elettorali, di

voler promuovere la raccolta di almeno 500.000  firme  di  elettori

prescritte per la seguente richiesta di referendum di cui all’art. 75

della Costituzione:

      Volete Voi che sia abrogata la legge 20  maggio  2016,  n.  76,

«Regolamentazione delle Unioni civili tra persone dello stesso  sesso

e disciplina delle convivenze», limitatamente a:

        Art. 1, comma 20, con riferimento alle parole:

          «Al solo fine di assicurare l’effettivita’ della tutela dei

diritti e il pieno adempimento degli obblighi  derivanti  dall’unione

civile tra persone dello stesso  sesso»  nonche’  limitatamente  alle

parole «La disposizione di cui al periodo precedente non  si  applica

alle norme del  codice  civile  non  richiamate  espressamente  nella

presente legge, nonche’ alle disposizioni di cui alla legge 4  maggio

1983, n. 184.»;

          Art. 1, comma 21, integralmente;

          Art. 1, comma 22, integralmente;

          Art. 1, comma 23, integralmente;

          Art. 1, comma 24, integralmente;

          Art. 1, comma 25, integralmente;

          Art. 1, comma 26, integralmente.

    Dichiarano di eleggere domicilio presso il comitato promotore «SI

MATRIMONIO EGUALITARIO», con sede in via Francesco Maurolico,  n.  9,

00146    Roma,    presso    lo     studio     Ranalli     –     mail: info@matrimonioegualitario.it

Si informa la popolazione, che è stata richiesta l’abrogazione della legge n. 76 del 2016 “Regolamentazione delle Unioni civili tra le persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”, da parte di un Comitato Matrimonio Egualitario, che porta avanti le idee di matrimonio per le persone dello stesso sesso. Senza entrare nel merito, ricordo al Comitato che abrogare una Legge come quella del 2016, sicuramente nata e necessaria per garantire tutte quelle posizioni giuridiche che si trovavano senza legge, come i rapporti di convivenza e le unioni civili nei risvolti economici e sanitari, e alla fatica di inserire nel testo del Codice Civile i riferimenti egualitari rispetto agli effetti civili e patrimoniali del matrimonio, ci riporterà indietro di almeno 50 anni rispetto all’Europa e mi chiedo soltanto una cosa:

l’abrogazione della suddetta Legge non potrà né di fatto né di diritto farVi avere quei diritti legati al matrimonio, che sommessamente, Vi ricordo sono presenziati dall’art. 29 della Costituzione che non può essere abrogata se non per procedimento di revisione costituzionale. (Pierfrancesco Salerno)