Mutatis Mutandis

Non punibile l’occupazione abusiva dettata dal bisogno di dare un tetto ai figli

Per la Cassazione, lo stato di necessità esclude la punibilità per tenuità del fatto in presenza della necessità di garantire un tetto ai propri figli minori

Occupazione abusiva e stato di necessità

Lo stato di necessità di dare un tetto ai figli minori scrimina il reato di occupazione abusiva di immobile e va concessa la scriminante della particolare tenuità del fatto. Queste le precisazioni contenute nella Cassazione n. 46050/2021 (sotto allegata).

La vicenda processuale

Alcuni soggetti vengono condannati alla pena di 500 euro per aver occupato abusivamente un alloggio popolare.

Lo stato di necessità scrimina l’occupazione abusiva

I difensori delle parti nel ricorrere in Cassazione rilevano la mancata considerazione dello stato di necessità in cui si sono trovati gli occupanti, che dopo lo sfratto si sono trovati nello “stato di necessità” impellente di dover garantire ai loro figli un riparo.

Le doglianze investono di conseguenza anche il trattamento sanzionatorio, il mancato riconoscimento dello stato di necessità, delle attenuanti generiche e della causa di non punibilità contemplata dall’art. 131 bis c.p. prevista quando l’offesa risulta di particolare tenuità.

Tenue l’occupazione in presenza dello stato di necessità

La Cassazione accoglie i ricorsi ritenendoli fondati anche perché non ci sono ragioni per non concedere la non punibilità per la articolare tenuità dei fatti. La sentenza del giudice di appello deve quindi essere rinviata alla Corte di Appello per decidere sul punto, precisando che, nell’affermare la responsabilità penale, il giudice di secondo grado deve motivare in modo completo le ragioni per le quali accoglie o respinge le doglianze sollevate.

Nel caso di specie, la Cassazione rileva inoltre un difetto di motivazione in relazione allo stato di necessità addotto dagli imputati, soprattutto alla luce del fatto che “l’occupazione abusiva di un immobile è scriminata dallo stato di necessità conseguente al pericolo di danno grave alla persona, che ben può consistere anche nella compromissione del diritto all’abitazione ovvero di altri diritti fondamentali della persona riconosciuti e garantiti dall’art. 2 della Costituzione, sempre che ricorrano, per tutto il tempo dell’illecita occupazione, gli altri elementi costitutivi della scriminante, quali l’assoluta necessità della condotta e l’inevitabilità del pericolo.”

La stato di necessità in sostanza è invocabile solo in relazione a una situazione transitoria e attuale, non per risolvere in via definitiva il problema del reperimento di un alloggio.

di Annamaria Villafrate

Considerazioni Personali:
Premesso che il problema dell’occupabilità abusiva è un Vulnus ormai multi secolare, che esiste da quando vennero costruite le prime palafitte dai nostri Avi, come è altrettanto un dovere per uno Stato democratico come il nostro, riconoscere un tetto ad ogni persona bisognosa; nel mezzo però c’è la rincorsa avida all’accumulazione personale del denaro. Se tutti gli appartamenti costruiti o ristrutturati liberi, appartenenti allo Stato ed affini ed agli Enti Territoriali, nonché, se tutti gli appartamenti privati vuoti fossero messi a disposizione di chi ne ha bisogno, credo il problema dell’ occupabilità degli immobili sarebbe risolto in un baleno.

Come? Se lo Stato potrebbe costituire un bonus modello 110%, in cui per gli appartamenti privati riconosce una garanzia statale da un minimo del 70 al 100% del canone di locazione calmierato che pagherebbe il conduttore, a seconda della situazione reddituale del richiedente casa, credo proprio che molti proprietari uscirebbero allo scoperto per recuperare le spese per tenere una casa chiusa. Dippiù, gli immobili statali locabili potrebbero essere resi agibili previa ristrutturazione mediante appalto a privato (altro bonus a favore di terzi).

Fatta la classificazione degli immobili e fatto un albo informatico tipo MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) si potrebbe regolare in via accentrata ed in forma digitale l’assegnazione dei locali agli aventi diritto in modo equo e senza favoritismi. Utopia? Non credo…    

Fonte: Tenuità del fatto per l’occupazione abusiva dettata dal bisogno di dare un tetto ai figli
Studio Cataldi