Dal bonus per andare alle terme agli sconti su tv e mobili: benvenuti a bonuslandia

Negli ultimi anni la politica dei bonus a pioggia è diventata una prassi sempre più frequente. Quali sono e a chi spettano le agevolazioni oggi in vigore

Antonio Piccirilli

Ce n’è per tutti e per tutti i gusti. Dallo sconto per l’acquisto di una nuova tv alle agevolazioni per andare alle terme, fino ai contributi per le auto a basse emissioni. In Italia la politica dei bonus è una realtà ormai da qualche tempo e i partiti non sembrano di certo intenzionati a fare marcia indietro. Anzi. Negli ultimi anni è diventata una prassi sempre più consolidata quella di erogare contributi “a pioggia” utilizzando risorse che potrebbero essere invece spese per riforme più ambiziose e che abbiano una visione meno legata all’oggi e più proiettata al futuro (vedi alla voce “investimenti” e “riduzione del cuneo fiscale”).

Ovviamente ci sono bonus e bonus. Ognuno ha la sua ratio, i suoi obiettivi, i suoi limiti. E se per alcuni si sono levate molte critiche (il bonus ormai defunto per comprare bici e monopattini, per citare solo un esempio) altre agevolazioni hanno messo tutti d’accordo (è il caso ad esempio dell’assegno unico per i figli che entrerà a regime il prossimo gennaio).

Certo c’è un sospetto: che dietro il dilagare dei bonus ci sia da un lato l’ossessiva ricerca del consenso dei leader politici, dall’altro una mancanza di visione nel lungo periodo. E poi c’è un problema di equità. Sì perché non tutte le agevolazioni sono concesse seguendo un criterio legato al reddito. A volte è vero anzi il contrario. Tant’è che si sono dei bonus (ad esempio quelli legati alla ristrutturazione degli immobili) che vengono erogati sotto forma di detrazione e che di fatto permettono a chi ne usufruisce di pagare meno tasse. Il problema in questo caso è principalmente uno: a beneficiare delle agevolazioni è chi ha abbastanza denaro da investire, mentre chi non ha risparmi non può che restare alla finestra.

Non tutti i bonus vengono per nuocere

Dall’altra parte i bonus hanno senza dubbio anche un ritorno positivo. Non solo, banalmente, sulla capacità di spesa dei cittadini. Nel caso dell’ecobonus, per fare un altro esempio, l’obiettivo è quello di migliorare l’efficienza energetica degli edifici con un occhio alla transizione ecologica; l’assegno per i figli è stato introdotto per contrastare la denatalità; il bonus cashback (ad oggi sospeso) per combattere l’evasione e favorire i pagamenti elettronici. E via dicendo. Ogni bonus dunque fa storia a sé e in questo preambolo – lungi dal voler dare giudizi di merito sulle singole misure – ci limitiamo ad evidenziare il fatto che negli ultimi anni c’è stato un utilizzo sproporzionato di questo strumento tanto che qualche osservatore ha parlato ironicamente di “bonuslandia”.

Abbiamo provato a passare in rassegna la maggior parte delle agevolazioni in vigore oggi in Italia, indicando requisiti, paletti e modalità di erogazione, ma soprattutto provando a capirne la ratio, pur consapevoli che si tratta di un’impresa improba e che probabilmente dimenticheremo qualcosa. Vediamo dunque nel dettaglio quali sono i bonus di cui è possibile usufruire nel momento in cui scriviamo o nel prossimo futuro.

Bonus terme

La misura è stata introdotta lo scorso anno all’epoca del governo Conte, ma è divenuta operativa solo in questi giorni dopo il decreto attuativo firmato dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Si tratta di un’agevolazione che ha fatto discutere in quanto erogata a tutti i cittadini maggiorenni senza limite di Isee. Il ministero dello Sviluppo ha fatto sapere che la misura servirà “a sostenere un settore particolarmente colpito dall’emergenza Covid”.

Il bonus consiste in uno sconto del 100% sul prezzo d’acquisto dei servizi termali prescelti (non serve la prescrizione medica), fino ad un importo massimo di 200 euro.

L’incentivo è disponibile a partire dalla pubblicazione dell’avviso di apertura delle prenotazioni sui siti del Ministero e di Invitalia, fino all’esaurimento delle risorse stanziate. Il cittadino interessato deve prenotare i servizi termali presso uno stabilimento termale accreditato di sua scelta.

L’elenco degli stabilimenti termali accreditati è pubblicato sui siti internet del Ministero e di Invitalia. La prenotazione dovrà essere effettuata presso lo stabilimento termale prescelto, che provvederà a rilasciare l’attestato di prenotazione. La prenotazione ha un termine di validità di 60 giorni dalla sua emissione. I servizi prenotati dovranno essere usufruiti entro tale termine. L’ente termale presso il quale il cittadino ha fruito i servizi termali provvede a richiedere a Invitalia, mediante apposita piattaforma informatica, il rimborso del valore del buono utilizzato dal cittadino.

Bonus tv

L’incentivo è finalizzato all’acquisto di televisori compatibili con i nuovi standard tecnologici di trasmissione del digitale terrestre Dvb-t2/Hevc Main 10. Rispetto al “vecchio” bonus di 50 euro – che resta tuttavia in vigore ed è cumulabile al nuovo – il beneficio non sarà più legato alla situazione reddituale del richiedente. La misura dà diritto al 20% di sconto sul televisore fino ad un massimo di 100 euro.

Per ottenere il bonus tv bisognerà possedere questi tre requisiti:

  • avere la residenza in Italia;
  • rottamare un vecchio televisore;
  • aver pagato il canone di abbonamento al servizio di radiodiffusione.

Potranno accedere all’agevolazione anche i cittadini, di età pari o superiore a 75 anni, che sono esonerati dal pagamento del suddetto canone.

Il vecchio bonus tv da 50 euro (che resta in vigore)

Il nuovo bonus tv non va confuso col vecchio che resta dunque in vigore e che viene erogato direttamente sotto forma di sconto praticato dal venditore sul prezzo del prodotto acquistato. Per ottenerlo, basta presentarsi in negozio con la domanda. Il modulo è disponibile sul sito del Mise: i requisiti sono di essere residenti in Italia e di appartenere a un nucleo familiare di fascia Isee che non superi i 20 mila euro, e che altri componenti dello stesso nucleo non abbiano già fruito del bonus.

Bonus auto

Sono ripartite lunedì 2 agosto le prenotazioni degli incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli a basse emissioni, previsti dal decreto Sostegni bis. Ma come funziona il bonus auto? Intanto partiamo dalla dotazione: per l’ecobonus 2021 sono disponibili 350 milioni di euro, ovvero il rifinanziamento fondo automotive deliberato dalla legge di conversione del decreto Sostegni bis.
Bonus auto, come funziona e come viene erogato

L’incentivo viene erogato dal venditore a chi compra la nuova auto tramite compensazione con il prezzo d’acquisto. Sono dunque i venditori a dover prenotare i contributi per ogni singolo veicoli, registrandosi nell’area apposita, comunicando il numero di targa del veicolo consegnato e allegando la documentazione.

Il bonus auto viene dunque “scontato” dal prezzo di acquisto, e le imprese costruttrici o importatrici del veicolo nuovo rimborsano al venditore l’importo del contributo. A quel punto le imprese ricevono dal venditore la documentazione necessaria a certificare l’acquisto, e poi recuperano l’importo del contributo sotto forma di credito d’imposta.

Bonus auto, gli importi

Sulla base delle risorse disponibili, ecco quanto sconto possibile ottenere sulla base della classe di veicolo acquistato:

  • classe 0-20 g/km senza rottamazione: 4.000 euro Ecobonus Stato + 1.000 euro extrabonus Stato + 1.000 euro (+Iva) concessionario;
  • classe 0-20 g/km con rottamazione: 6.000 euro Ecobonus Stato + 2.000 euro extrabonus Stato + 2.000 euro (+Iva) concessionario;
  • classe 21-60 g/km senza rottamazione: 1.500 euro Ecobonus Stato + 1.000 euro extrabonus Stato + 1.000 euro (+Iva) concessionario;
  • classe 21-60 g/km con rottamazione: 2.500 euro Ecobonus Stato + 2.000 euro extrabonus Stato + 2.000 euro (+Iva) concessionario;
  • classe 61-135 g/km con rottamazione: 1.500 euro Stato + 2.000 euro (+Iva) concessionario;

Per le auto usate, gli importi sono invece i seguenti:

  • classe 0-60 g/km con rottamazione: 2.000 euro;
  • classe 61-90 g/km con rottamazione: 1.000 euro;
  • classe 91-160 g/km con rottamazione: 750 euro.

Bonus rubinetti o bonus idrico

La ratio di questo incentivo è quella di favorire il risparmio di risorse idriche e dunque sprecare meno acqua. Il bonus, pari a 1.000 euro euro, è riconosciuto a chi sostituisce “su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari”.

  • i sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto
  • la rubinetteria, i soffioni e le colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato.

In particolare, spiegano dall’Agenzia delle Entrate, l’agevolazione è riconosciuta per le spese sostenute per

  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti
  • la fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Il bonus è a scadenza: potrà infatti essere utilizzato fino al 31 dicembre 2021, salvo ulteriore proroga.

Bonus pc

Si tratta di un voucher fino a 500 euro che le famiglie a basso reddito possono sfruttare per avere la connessione veloce a Internet e per dotarsi di un dispositivo per la navigazione come personal computer o tablet. L’agevolazione dovrebbe scadere a ottobre 2021 e al momento non sono previste proroghe.

Bonus zanzariere

Il cosiddetto “bonus zanzariere” è a tutti gli effetti uno sgravio fiscale che, in presenza di determinati requisiti, consente di poter usufruire della detrazione del 50% della spesa sostenuta su un importo massimo di 60 mila euro. L’agevolazione rientra nell’ecobonus 2021, che prevede lo sgravio fiscale per lavori di efficientemente energetico (vedi scheda successiva), e per questo motivo non è possibile applicarla a tutti i tipi di zanzariere.

“Bonus zanzariere”, come funziona la detrazione

Il limite massimo di spesa detraibile è di 60 mila euro e la detrazione prevede la riduzione delle imposte Irpef o Irpef del 50% della spesa sostenuta. Sono considerate valide non solo le spese di acquisto, ma anche quelle di installazione e si può detrarre anche l’onorario del professionista che si occupa della pratica Enea. Il bonus zanzariere è valido per tutte le spese sostenute fino al 31 dicembre 2021.

Il pagamento deve essere effettuato con bonifico parlante e lo sgravio viene recuperato dal contribuente in 10 quote annuale di pari importo.

Ecobonus

Anche in questo caso parliamo di uno sgravio fiscale. Si tratta infatti di un regime di detrazioni fiscali introdotte per promuovere l’efficienza energetica. In generale, come si legge sul sito dell’agenzia delle entrate, le detrazioni sono riconosciute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi)
  • l’installazione di pannelli solari
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

La detrazione spetta, inoltre, per

  • l’acquisto e la posa in opera di schermature solari;
  • l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
  • l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione delle unità abitative;
  • l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti;
  • l’acquisto di generatori d’aria calda a condensazione; la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi costituiti da pompa di calore integrata con caldaia a condensazione.

L’agevolazione può essere richiesta per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2021. Per la maggior parte degli interventi la detrazione è pari al 65%, per altri spetta nella misura del 50%.

Superbonus al 110%

Anche in questo caso parliamo di una detrazione fiscale, addirittura pari al 110% della spesa, che spetta nei seguenti casi.

  • interventi di isolamento termico sugli involucri
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti
  • interventi antisismici: la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

Da quest’anno sarà più semplice richiedere e utilizzare lo sgravio, grazie ai ritocchi contenuti nell’emendamento all’articolo 33 bis del decreto Semplificazioni che ha ottenuto parere positivo dal governo Draghi.

Per gli interventi che riguardano le parti strutturali degli edifici o i prospetti sarà quindi sufficiente la Cila, la comunicazione di inizio lavori. Per le opere di “edilizia libera” nella Cila è richiesta la sola descrizione dell’intervento, mentre in caso di variazioni in corso d’opera basterà comunicarle a fine lavori come integrazione della stessa Cila.

A conclusione dei lavori non è infine richiesta la segnalazione certificata di inizio attività. Non solo. È anche ufficiale che non c’è più l’obbligo della dichiarazione di conformità urbanistica sia in caso di superbonus 110% sia in caso di sismabonus per opere di intervento strutturale, come per esempio il rifacimento del tetto o del solaio o delle scale. La modifica libera i professionisti e i cittadini da numerosi passaggi burocratico-amministrativi.

Bonus ristrutturazione

È uno dei bonus più noti quando si parla di detrazioni fiscali. Consiste in uno sgravio del 50%, come sempre rimborsate in dieci rate annuali con la dichiarazione dei redditi. Per usufruire del contributo non c’è limite di reddito, ma solo di spesa massima di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Generalmente il bonus spetta per interventi di

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

L’agenzia delle Entrate precisa che “sono considerati interventi di manutenzione straordinaria le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici e per realizzare ed integrare i servizi igienico/sanitari e tecnologici, sempre che non vadano a modificare la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti delle destinazioni d’uso”. Occhio ai pagamenti che devono avvenire con bonifico parlante. Per maggiori informazioni è dettagli suggeriamo di consultare l’apposita guida sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus mobili

Per usufruirne è necessario realizzare un intervento di ristrutturazione edilizia. Si tratta anche in questo caso di una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione. Attenzione ai pagamenti che vanno effettuati con bonifico o carta di debito o credito. Non è consentito, invece, pagare con assegni bancari, contanti o altri mezzi. Per tutte le altre informazioni rimandiamo alla guida dell’agenzia delle entrate.

Assegno unico per i figli

Si tratta di un bonus che dal 2022 diventerà universale e ingloberà anche gli altri sussidi esistenti, compreso il bonus bebè. La misura è desinata a tutte le famiglie con figli, quindi a ciascun bambino dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni. L’assegno sarà composto da un valore fisso e uno variabile al variare del reddito complessivo della famiglia. La legge riconosce poi alcune maggiorazioni, la cui entità andrà definita in fase attuativa:

  • per i figli successivi al secondo (quindi che va a premiare le famiglie numerose);
  • per le madri giovani, con meno di 21 anni;
  • tra il 30 e il 50 per cento per i figli disabili under 21, graduata in base alla condizione di disabilità (al compimento del 21esimo anno di età, se il figlio disabile è ancora a carico, il nucleo percepirà ancora l’assegno ma senza maggiorazioni).

L’assegno ponte

Per ora, ci sarà però un assegno ponte compatibile con tutte le altre misure, dal bonus bebè alle detrazioni fiscali per i figli a carico. Nel dettaglio, il beneficio è attivo dal 1° luglio al 31 dicembre 2021. L’assegno ponte spetta alle famiglie con figli di età compresa tra zero e 18 anni che hanno un Isee fino a 50 mila euro. È riservato ai lavoratori autonomi, partite Iva e disoccupati.

Per riceverlo occorre:

  • essere soggetti al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • non essere percettori degli assegni al nucleo familiare (Anf);
  • essere cittadino italiano, di uno Stato membro dell’Unione europea o essere titolare del diritto di soggiorno.

Oltre all’assegno unico temporaneo, che dunque sarà in vigore fintanto che non entra a regime quello definitivo, tutte le famiglie che fino al 31 dicembre 2021 accoglieranno al loro interno un nuovo figlio (nato, adottato o in affidamento), potranno ancora contare sul bonus bebè, riconosciuto solo per il primo anno di ingresso del figlio in famiglia. L’importo del bonus bebè viene calcolato in base al reddito:

  • 160 euro al mese per Isee fino a 7.000 euro;
  • 80 euro per Isee superiore ai 40.000 euro;
  • in caso di figlio successivo al primo, nato o adottato tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2021, la maggiorazione del bonus è del 20% del beneficio.

Bonus cashback (in stand by)

Il bonus cashback è stato per ora sospeso dal governo Draghi, ma potrebbe tornare in auge dal 2022 con alcune modifiche. Fortemente voluta dal’ex premier Conte, l’introduzione del cashback ha fatto discutere non poco. Uno strumento destinato a combattere l’evasione o un notevole sperpero di denaro che premia chi spende di più? L’incentivo dà diritto ad un rimborso del 10% per chi fa acquisti con carte di credito, carte di debito e prepagate, bancomat e app di pagamento. Il massimale è di 150 euro a semestre con almeno 50 pagamenti. Per ora comunque il cashback è in stand by. Se ne riparlerà, forse, a gennaio 2022.

Carta acquisti

Tra le misure che il nostro welfare mette a disposizione di chi è in difficoltà economiche c’è anche la così detta “Carta Acquisti”. Si tratta di una carta prepagata su cui l’Inps accredita 80 euro ogni due mesi, utilizzabile per fare la spesa in tutti i negozi alimentari abilitati al circuito Mastercard e per il pagamento delle bollette di gas e luce presso gli uffici postali. La carta non è però abilitata al prelievo di contanti.

La Carta Acquisti è concessa a chi ha più di 65 anni o ai bambini di età inferiore a tre anni in possesso di determinati requisiti. Va da sé che in quest’ultimo caso il titolare della Carta sarà un esercente patria potestà.

I requisiti

Per quanto riguarda gli over 65, è necessario avere un reddito inferiore a 6.966,54 euro per l’anno 2020 se di età compresa tra 65 anni e 69 anni o a 9.288,72 euro per l’anno 2020 dai 70 anni in su. Occhio ovviamente all’Isee che deve essere inferiore a 6.966,54 euro.

Ci sono però altri requisiti. I beneficiari ad esempio non possono essere titolari, da soli o insieme al coniuge, di più di due autoveicoli, o di più di un immobile ad uso abitativo con una quota superiore o uguale al 25%. Il patrimonio mobiliare non può essere superiore a 15 mila euro etc. La carta acquisti è compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza.

Bonus acqua, luce e gas

Anche in questo caso l’agevolazione è concessa a alle famiglie in stato di disagio economico. Dal 1° luglio di quest’anno lo sconto scatta in automatico, senza bisogno di farne richiesta. Il bonus sociale spetta alle famiglie con Isee fino a 8.265 euro o con almeno 4 figli a carico e con indicatore Isee non superiore ai 20mila euro. Inoltre, rientrano nei beneficiari anche le famiglie con casi di grave malattia in cui si è costretti a ricorrere ad apparecchiature elettromedicali indispensabili per il mantenimento in vita. Anche chi percepisce il reddito di cittadinanza ha diritto al bonus per le bollette di luce e gas anche se il reddito supera la soglia degli 8.265 euro, mentre per lo sconto su quella dell’acqua il beneficiario deve avere Isee inferiore a 8.265 euro. Il valore del bonus dipende dal numero di componenti della famiglia anagrafica ed è aggiornato annualmente dall’Autorità. Per l’anno 2020 questi sono i valori :

  • Numerosità familiare 1-2 componenti: 128 €
  • Numerosità familiare 3-4 componenti: 151 €
  • Numerosità familiare oltre 4 componenti: 177 €

L’importo del bonus viene scontato direttamente sulla bolletta elettrica, non in un’unica soluzione, ma suddiviso nelle bollette dei 12 mesi successivi all’erogazione dell’agevolazione.

Fonte: Dal bonus per andare alle terme agli sconti su tv e mobili: benvenuti a bonuslandia
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