Contributi a Fondo perduto nel Decreto Sostegno: cambiano i requisiti

di Elisa Migliorini

I contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegno saranno destinati alle partite IVA che hanno registrato un calo del fatturato pari ad almeno il 33% nel 2020 rispetto al 2019.

Con il nuovo Decreto Sostegno, si supera la distinzione in codici Ateco, essi saranno destinate alle partite IVA che hanno subito le maggiori conseguenze della crisi economica, pertanto, potranno beneficiarne anche i lavoratori autonomi ed i professionisti esclusi dai contributi a fondo perduto dei mesi precedenti.

Il tetto degli aiuti è a 150.000 euro come somma massima per le partite IVA fino a 5 milioni di euro di ricavi.

A disposizione dell’esecutivo ci sono 32 miliardi di euro di extradecifit approvati in Parlamento ed autorizzati da parte dell’Europa.

Per maggiori informazioni sul Decreto Sostegno: Decreto sostegno: cos’è e quali sono i bonus previsti?”

Chi potrà beneficiare dei Contributi a fondo perduto nel Decreto Sostegno?

Decreto Ristori cambia nome, al suo posto arriva il Decreto Sostegno. Il governo Draghi cambia il nome degli aiuti previsti in favore delle attività economiche e i lavoratori maggiormente colpite dalle chiusura delle attività.

Tra le misure previste dall’ex Decreto Ristori 5 adesso Decreto Sostegno, ci dovrebbe essere l’estensione della Cassa Integrazione Covid e l’erogazione di contributi a fondo perduto anche per le Partite IVA senza la distinzione in Codici ATECO, con il vincolo della perdita di fatturato e dei costi fissi.

I contributi a fondo perduto dovrebbero essere vincolati dalla autocertificazione dei requisiti.

Per quanto riguarda il calo del fatturato dovrebbe essere parametrato su base annuale tenendo come soglia la percentuale del 33%.

Verrà superata la distinzione in codici ATECO, in quanto, tale distinzione aveva escluso alcuni ambiti economici che non hanno ricevuto indennizzi nonostante fossero ugualmente colpiti delle conseguenze della crisi economica.